Blockchain per la salvaguardia del Made in Italy
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Il 2019 apre le porte ad una svolta in tema di tracciabilità: il 13 Marzo 2019 il Mise ha presentato un progetto che propone l’implementazione della tecnologia blockchain nell’etichettatura dei prodotti della filiera tessile. Il progetto è a cura di IBM, in collaborazione con le associazioni di categoria e il settore tessile fungerà da apripista per questo progetto pilota che costruirà un modello di tracciabilità per i settori di riferimento del Made in Italy.

La tecnologia blockchain permetterà di creare un sistema di etichettatura che consente al consumatore di conoscere (grazie al sistema Qr code) la provenienza di tutte le fasi produttive di un capo. A differenza dell’etichettatura odierna, che prevede l’indicazione solo dell’ultima fase produttiva, ogni fase di lavorazione, dalla filatura alla confezione, riceverà una marcatura digitale univoca, fornita di geolocalizzazione, che permetterà di identificare il luogo in cui l’operazione è avvenuta.

Quali sono le principali caratteristiche delle tecnologie blockchain?
- l’immutabilità del registro
- la sicurezza, basata su tecniche crittografiche e l’impossibilità di modificare o eliminare i dati.
Entrambi garantiscono, al consumatore finale e a tutti gli attori della filiera, trasparenza sui capi di abbigliamento. Questo permetterà di difendere la proprietà intellettuale dei marchi e di combattere la contraffazione, aiutando così il Made in Italy a difendere la propria unicità e qualità.

Il progetto prevede una prima fase di analisi, seguita da una fase di progettazione cooperativa durante la quale, insieme alle imprese e alle associazioni della filiera tessile, si individueranno i processi produttivi ai quali applicare la blockchain. Verrà poi realizzato uno studio di riepilogo sulle condizioni di fattibilità e un primo sviluppo e test delle soluzioni individuate.